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La proroga a “Rocchetta”con riperimetrazione dell’area, intervista di Valerio Anderlini

 

La proroga a “Rocchetta”con riperimetrazione dell’area 

 

A colloquio con la Presidente dell’Appennino Nadia Monacelli dopo il Consiglio   Comunale del 8 Giugno e la Convocazione per l’Indennizzo dell’uso civico nella concessione Rocchetta il 22 alla Regione.

Intervista di Valerio Anderlini

Quali i termini di questa travagliata stagione con cui la Comunanza Appennino è alle prese? 

R. Al Consiglio Comunale aperto, l’Amministrazione avrebbe dovuto mettere a disposizione la documentazione relativa all’istanza di proroga della concessione di Rocchetta spa, o quanto meno spiegare le sue richieste. Inoltre se lo scopo del Consiglio era di recepire osservazioni la convocazione avrebbe dovuto essere compiuta con largo anticipo rispetto alla Conferenza di Servizi in programma per il giorno dopo; è stato evidente che scopo del Consiglio aperto non era di rendere partecipe la cittadinanza, ma solo di poter dire, a giochi fatti, che la popolazione era stata avvertita; inoltre la Comunanza ha diffidato più volte Regione, Provincia e Comune a non intraprendere iniziative riguardanti il patrimonio gravato da uso civico, quale soggetto gestore dei beni gravati da uso civico, spettanti alle collettività territoriali e ai loro componenti, senza ricevere risposte, e questo in contrasto con il Protocollo d’intesa fra Comunanza e Comune del 20 Febbraio. Per questi motivi abbiamo chiesto il rinvio della Conferenza di Servizi.

La vostra opinione in merito alle richieste della Rocchetta spa?

R. La Concessione Rocchetta scadrà nel 2022 per cui crediamo che non ci sia necessità di correre, precorrendo i tempi e forzando le procedure. Prima di parlare di “Istanza di Proroga”, si deve trattare del pregresso; e questa è materia non di competenza della Conferenza di Servizi. Se nell’ambito della concessione Rocchetta sono stati commessi errori, mancanze, illegittimità comprendiamo che non si possano addurre ad un’Amministrazione che si è insidiata solo nel 2014, ma se la stessa, anziché sostenere la nostra iniziativa continua, a cercare di sistemare un pregresso dai lati non chiari, è più che legittimo chiederne le ragioni. Perché?  Da che parte stanno? Gli eventi alluvionali del Novembre 2013 nella “Valle della Rocchetta”, pertinente la “Concessione”, rivelano che la posa in opera della conduttura, dal pozzo R5 ai serbatoi del vecchio stabilimento, non è stata realizzata come previsto dal progetto per cui abbiamo richiesto perizia per accertare eventuale abuso edilizio. La mancata realizzazione dei lavori secondo lo schema approvato potrebbe aver contribuito ad aggravare l’esito disastroso dell’alluvione; per cui abbiamo richiesto al Servizio idrico e Rischio Idraulico della Regione di ordinare a Rocchetta di eseguire gli interventi di ripristino dei luoghi, anche perché spetta al concessionario provvedere alla manutenzione straordinaria nella zona di concessione, in virtù  della LR 22/2008, senza avere  nessuna risposta. 

Ma oltre al ripristino c’è in discussione un’altra rivendicazione in atto?

 R. Le aree di protezione attorno ai pozzi in essere non sono mai state identificate; per effetto dell’attesa di individuazione da parte della Regione delle aree di salvaguardia, finché nel 2004 (Del.GR n. 1085 del 28/07), sempre in attesa della individuazione da parte della Regione di tali zone, le aree di salvaguardia sono state estese a tutto il perimentro delle aree di concessione su ben 226 ettari di terre ad uso civico, della popolazione di Gualdo, senza cambio di destinazione d’uso e non è stato neppure mai calcolato l’indennizzo spettante ai gualdesi per il mancato completo utilizzo di un assetto fondiario collettivo e per lo sfruttamento privato delle acque. Abbiamo chiesto alla Regione, di procedere al calcolo della quota annuale del diritto annuo dei permessi di ricerca e di concessione di acque minerali e di sorgente della Concessione (ex art. 29 , L.R. n. 22/2008, disciplinate dalla Giunta regionale con Deliberazione del 9 novembre 2009, n. 1549, che ha integrato quanto stabilito con le precedenti Deliberazioni n. 1559/2002 e n. 349/2008) ed al calcolo della quota parte derivante da qualsiasi altro diritto spettante alla collettività, per effetto dello sfruttamento delle acque; nel Maggio 2015 il servizio Usi Civici della Regione ha risposto che sta procedendo al calcolo di quanto spettante alla collettività, in relazione ai permessi di ricerca e di concessione dello sfruttamento delle acque, delle limitazioni e delle mutazioni d’uso dei beni gravati da uso civico; finalmente per effetto di azioni della Comunanza è stato riconosciuto che ai  Gualdesi spetta effettivamente un compenso.  L’unico cambio di destinazione d’uso richiesto dal Comune è stato per mq.1893 concessi alla Rocchetta spa per la servitù di acquedotto. Alla Giunta Comunale era stato chiesto di approvare la convenzione per canone di servitù di acquedotto, a favore di Rocchetta spa, canone di servitù Lire 3.000/mq, per un importo annuo di Lire 5.679.000 (Deliberazione G.R. 2648 del 07/04/1994). Nel Novembre 2014 e il 13 Aprile 2015 con diffida al Sindaco abbiamo chiesto sia copia di tale contratto che dei Bilanci Comunali a partire dal 1994 con evidenza dell’entrata separata, per uso civico, relativa agli introiti per questo canone di Servitù di acquedotto, senza nessuna risposta. 

Qual è il vostro punto di vista in merito alle richieste di Rocchetta Spa?

R. La Concessione Rocchetta in essere non è che la prorogatio di quella iniziata con contratto che la Comunanza sottoscrisse il 5/9/52 con il Sig. Righi Belisario, autorizzato a costruire le opere per la captazione, conduzione e sfruttamento delle acque della sola sorgente “Fonte della Rocchetta”, già defluenti dalla roccia nella vasca costruita dall’Amministrazione Appennino. Nella Concessione attuale, derivante da quella originaria, avrebbe dovuto essere autorizzato lo sfruttamento privato della sola Sorgente “fonte della Rocchetta”, come da convenzione originaria. La Comunanza il 21 Novembre 2014 ha chiesto al Servizio Idrico della Regione accesso agli atti della Concessione Rocchetta, relativamente alla richiesta del concessionario ed autorizzazione dello stesso Servizio, inerente la realizzazione dei pozzi R1, R2, R3, R4, R5, R6, che esulano dal contratto originario del 1952. Dalla sorgente storica come siamo passati ad autorizzare l’emungimento di sei Pozzi? Il Comune, dal 1976 a seguire, ha tutelato gl’interessi della collettività su questi beni gravati da uso civico? nessuna risposta. Se a tante domande non si da risposta dalla Regione e dal Comune, è legittimo il dubbio che la situazione pregressa potrebbe presentare elementi di illegittimità e la richiesta di decidere di fretta appare un’assurda pretesa a fronte di una sbandierata volontà di cambiare rotta, instaurando un rapporto mai ricercato e mai coltivato con la Città: non appare condivisibile la richiesta dell’Azienda di una seconda concessione (acqua Serrasanta da imbottigliare a prezzo da Hard discount) con proroga anticipata per 25 anni (per un totale di 40 l/s), come presunto legittimo compenso per l’intervento di ripristino che Rocchetta dovrebbe compiere su luoghi che la legge definisce a carico del concessionario; è necessario che Rocchetta spa prenda atto che il suo primo interlocutore deve essere la Comunanza con la quale definire i termini prima di aprire qualsiasi trattativa, che è suo dovere ripristinare la situazione del disastro ambientale e definire quelli dei mancati indennizzi pregressi. 

Lunedì 22 giugno su invito della Regione si è tenuto il primo incontro ufficiale sul dossier Rocchetta. Come sono andate le cose?

R. Nella prima parte dell’incontro il funzionario regionale Dott. Ciani, in qualità di responsabile dell’ufficio Usi Civici della Regione, ha presentato una prima bozza delle spettanze dovute da Rocchetta spa al titolare dell’Uso Civico, dovute e calcolate in base alla nuova legge regionale sullo sfruttamento delle acque minerali. Il sindaco è intervenuto dicendo che, nel rispetto delle leggi vigenti, è sua intenzione non ostacolare l’investimento di Rocchetta spa, salvaguardando le spettanze dovute all’Amministrazione Appennino. I rappresentanti della Comunanza sono intervenuti premettendo che la concessione attuale altro non è che una prorogatio della concessione originaria, pertanto ogni iniziativa o autorizzazione a favore del concessionario Rocchetta spa è subordinato al rispetto degli accordi in essere, che hanno permesso nel 1952 a Belisario Righi di ottenere la concessione per lo sfruttamento dell’acqua Rocchetta,  ricordando il contratto di affitto dell’area Rocchetta concessa dall’Amministrazione Appennino, che prevedeva e prevede ancora una serie di obblighi a carico del concessionario che negli ultimi 30 anni sono stati disattesi. È stato altresì spiegato che non si possono inserire in una unica trattativa le seguenti problematiche: Recupero della Valle danneggiata dagli eventi atmosferici; Proroga della concessione; Nuova perimetrazione delle aree di rispetto assoluto; Attivazione del nuovo pozzo R6 e relativo sfruttamento commerciale di un’acqua denominata Serrasanta; Spettanze pregresse a favore dell’Amministrazione Appennino in base alla vecchia legge regionale; Spettanze future in base alla nuova legge regionale.Pertanto ogni singola richiesta dovrà essere trattata a parte, con una definizione precisa dei termini e non ipotizzando ipotetiche compensazioni discutibili anche dal punto di vista amministrativo. 

La gente ci chiede: SI o NO al progetto Rocchetta? La questione non è si o no, ma prima di tutto CONOSCERE, sapere, approfondire e studiare tutte le questioni e la Comunanza ha il dovere-diritto di farlo.

Grazie anche al grande apporto della Consulta Rocchetta, neo costituita,  abbiamo sviscerare il progetto presentato, approfondendo ogni questione e partendo dall’inizio della concessione (1952), le richieste del Concessionario attuale e ogni esigenza reale del territorio, con un confronto continuo con la situazione reale di diritto, grazie ad uno studio storico, amministrativo e tecnico.

Perché correre quando siamo ancora in attesa della sentenza del Commissario degli Usi Civici di Roma sulla titolarità dei territori della conecssione e ci sono 7 anni prima che la Concessione in essere scada?

Perché non comprendere la Comunanza nella Conferenza dei Servizi ad ogni tavolo? La CAAG la il dovere della tutale e valorizzazione del patrimonio per le generazioni future da Statuto ed esercita specifico ruolo di tutela ambientale, quindi anche sulle acque, riconosciuto dalla Legge Galasso, art. 1. 

Perché legare la sistemazione dei luoghi dopo l’alluvione alla richiesta di proroga anticipata se è dovere dell’azienda eseguirli per tutti i motivi di cui abbiamo appena parlato?  

L’acqua Serrrasanta è una nuova acqua se nel 1996 era stata dichiarata chimico-fisicamente identica a quella chiamata Rocchetta? 

La nostra città ha acqua per altri 25 anni e addirittura per una nuova linea d’imbottigliamento oltre Rocchetta? 

Queste sono le domande vere. Quelle che vanno alla radice, quelle a cui non può mancare risposta esaustiva, a costo di ricorrere alla apposite sedi giuridiche.

In che clima si è svolto l’incontro che, a quanto risulta, si è protratto per diverse ore?

R. L’intento era in ogni caso costruttivo, tuttavia è stato evidente un certo pressappochismo di natura giuridica e documentaria che abbiamo incontrato nelle controparti per cui, da parte nostra si è suggerito ai funzionari regionali, di non prendere decisioni affrettate e di subordinare il proseguo della Conferenza dei Servizi al termine del procedimento per la titolarità dei beni che avverrà il 15 luglio presso il Commissariato per gli usi Civici di Roma. Inoltre la Comunanza ha avanzato richiesta che venga esplicitata la norma di riferimento, per cui secondo il funzionario regionale Angelo Di Dio, esperto in materia di acque minerali e di sorgenti termali, impedisce alla Comunanza di partecipare al tavolo tecnico della Conferenza dei Servizi, facendo notare, in riferimento alla legge Galasso, che “ove esiste una Comunanza la stessa ha compiti di monitoraggio e controllo nella sfera Ambientale”. Si è convenuto infine che è ineludibile un rapporto ufficiale tra Rocchetta spa e Comunanza Agraria, ciascuno per le suoi ruoli e competenze.

Un parere sull’intera vicenda?

R. Complessivamente soddisfatti; come Comunanza ci preme sottolineare che questo incontro per gli argomenti trattati è una ulteriore, importantissima conferma della bontà dell’iniziativa che ha preso avvio nel novembre del 2011.

Invece una domnada la voglio fare io a lei:

Ma Lei, come gualdese e Direttore di un giornale che tante ne ha pubblicate sulla vicenda, avrebbe mai potuto credere che un giorno avrebbero riconosciuto diritti tanto grandi e forti sulle nostre terre? Che un giorno qualcuno avrebbe riconosciuto di dover chiedere “permesso” a noi gualdesi  per entrare o agire sulle nostre terre di montagna?

Siamo ancora e solo all’inizio, ma la soddisfazione è grande comunque!

Tags: Rocchetta, Gualdo Tadino, Comunanza Agraria Appennino Gualdese, Protocollo d'intesa, concessione

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