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Comunità e Territorio

 

Il fenomeno delle proprietà collettive affonda le radici nella notte dei tempi.

In molte località europee sopravvivono delle proprietà collettive. Consorterie, vicinie, regole, università, partecipanze, sono alcuni dei nomi che le contraddistinguono.

Il loro compito è quello di tutelare i propri beni in modo efficace e duraturo, attraverso strumenti giuridici che si caratterizzano nell’ordinamento italiano per una serie di vincoli alla utilizzabilità del proprio patrimonio, il cui riconoscimento da parte della legge è stato storicamente preceduto da una lungimirante limitazione sorta nella maggior parte dei casi dalla libera scelta, autoimposta, dei titolari aventi diritto al godimento di tali beni.

La realtà delle proprietà collettive rappresenta una forma di proprietà e di utilizzo dei beni che si caratterizza come diversa e distinta rispetto sia alla proprietà privata che pubblica.

Questo ordinamento dalle origini antiche, stabilisce diritti collettivi di godere e di gestire il territorio.

Un ritorno al passato che diventa un’importante azione per il futuro, perché il bosco, le risorse, le fonti ed il pascolo sono ricchezze fondamentali per il territorio.

E' un patrimonio naturale, culturale ed economico a disposizione della popolazione ed in comproprietà, da conservare e tramandare di generazione in generazione, di padre in figlio.

Lo stesso territorio appartenente alle proprietà collettive viene, specie in alcune regioni, continuamente violentato da interessi locali con una frenetica e continua aggressione al paesaggio,diventa fonte di arricchimento per privati a danno della qualità della vita e della salute della cittadinanza, determinando un nuovo oblio delle identità e del patrimonio territoriale.

I beni soggetti a usi civici - che sono e continuano a essere inalienabili, inusucapibili, imprescrittibili e immutabili nella loro destinazione agrosilvopastorale - non si possono vendere, le eventuali cessioni, dal punto di vista giuridico, sono reati.

Le proprietà collettive si pongono come strumenti primari per assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale, perché tutelando tutte le esternalità presenti sul proprio territorio salvaguardano anche i beni comuni e, in sostanza, l’intera collettività.

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